giovedì 21 marzo 2013

giovedì 21 marzo 2013, 06:30
Dopo esserci lungamente soffermati sulle violazioni oggi con la #lavagnadelcoach iniziamo a vedere quando un giocatore commette un fallo e a quale sanzione va incontro.

Un fallo personale è un contatto illegale di un giocatore con un avversario, che può avvenire sia durante il gioco (palla viva) che a cronometro fermo (palla morta).
Lungo, anche se scontato, l’elenco delle cose che un giocatore non può fare sul parquet: non deve trattenere, bloccare, spingere, caricare, sgambettare o impedire l’avanzare di un avversario estendendo le mani, le braccia, i gomiti, le spalle, i fianchi, le gambe, le ginocchia o i piedi, né piegando il suo corpo in una posizione ‘non naturale’ (fuori dal suo cilindro), né tantomeno praticare un gioco duro o violento.
In tutti questi casi al giocatore che lo ha commesso deve essere addebitato un fallo personale che comporta, per la squadra che ha subito il fallo, una semplice rimessa in gioco o la somministrazione di tiri liberi. Se, infatti, il fallo viene commesso su un giocatore che non è in atto di tiro il gioco deve essere ripreso con una rimessa da fuori campo nel punto più vicino a quello dell’infrazione; se il fallo, invece, viene commesso su un giocatore che è in atto di tiro, a quel giocatore devono essere assegnati dei tiri liberi: un tiro libero aggiuntivo se il canestro su azione viene realizzato e convalidato; due tiri liberi se il tiro a canestro dall’area da due punti non viene realizzato; tre tiri liberi, se il tiro a canestro tentato oltre la linea dei 6,75 metri non viene realizzato. Due tiri liberi vengono assegnati anche quando la squadra che ha commesso il fallo ha esaurito il bonus dei falli di squadra (dal quinto fallo commesso in fase difensiva dall’intera squadra in un quarto).

Nel caso in cui due giocatori avversari commettono fallo personale, l’uno contro l’altro, approssimativamente nello stesso tempo allora si verifica un doppio fallo.
Ad entrambi i giocatori è addebitato un fallo personale ma non viene assegnato alcun tiro libero. Se approssimativamente nello stesso momento del doppio fallo viene realizzato un canestro valido su azione oppure un ultimo o unico tiro libero, la palla deve essere assegnata alla squadra che ha subito il canestro per una rimessa da fondo campo; se una squadra aveva il controllo della palla o aveva diritto alla palla, la palla sarà assegnata a questa squadra per una rimessa dal punto più vicino all’infrazione; se, infine, nessuna delle due squadre aveva il controllo o diritto alla palla, si verifica una situazione di salto a due (contesa).

Proseguiremo nelle descrizione di altri tipi di contatti fallosi nel prossimo appuntamento con #lalavagnadelcoach.

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