giovedì 11 marzo 2010

giovedì 11 marzo 2010, 15:10
da www.legnanonews.com

Il desiderio di entrare nel gioco senza risparmiarsi non gli è mai mancato, da quando calcava i parquet di Legnano e Castellanza ai tempi delle squadre giovanili. Se possibile quel desiderio è cresciuto a dismisura, un gradino dopo l'altro, passando dal campo alla panchina, a spronare imberbi ragazzini prima e campioni affermati poi.
Chi in questa zona ha tenuto una palla da basket tra le mani, è entrato in una palestra o ha consumato le scarpe sul più ostico dei playground di periferia per amore della pallacanestro, ha avuto in un modo o nell'altro occasione di conoscere Tarcisio Vaghi (nella foto) proprio per quel suo desiderio di stare in prima linea. Oggi la passione e il coraggio sono diventati più forti che mai.
Proprio oggi che non è un più di un gioco che si parla, ma di una cosa seria: dopo le panchine a Castellanza, Legnano, Varese, Casale, Castelletto, Teramo, in Svizzera fino a pochi mesi fa, a 41 anni coach Tarcisio Vaghi, professione allenatore di basket, ora è il primo promotore dell'Admo, l'Associazione donatori midollo osseo, e la sfida che deve affrontare in prima persona è quella alla leucemia.
La malattia è arrivata improvvisa, l'estate scorsa, come un flash troppo intenso, di quelli che ti impediscono di riaprire gli occhi, lasciandoti sospeso e facendoti chinare la testa per un attimo. Poi si deve ricominciare a lottare, giusto il tempo per capire come e in che direzione mettere tutte le energie. E per Tarcisio è sembrato presto chiaro: la malattia si combatte solo con il trapianto di midollo osseo. Tutto il resto non è risolutivo, ed è proprio in quel momento che si scopre di non sapere: non sapere che il rapporto di compatibilità è di uno a centomila, che la donazione non è qualcosa di doloroso o di rischioso, che per diventare donatori è sufficiente un semplice prelievo e che, una volta inseriti nella banca dati dell’Admo, si viene chiamati per la donazione (processo semplice e assolutamente sicuro) quando la compatibilità con qualcuno è verificata.

Per sé e per gli altri, Tarcisio diventa un vero e proprio testimonial dei donatori di midollo. Chi semina poi raccoglie: non chi semina insegnamenti tecnici e inventa schemi inossidabili su un campo da basket, perché, Tarciso lo perdonerà, questo in fin dei conti poco interessa. Sul piatto della bilancia pesano onestà intellettuale e limpidezza nei comportamenti che hanno trasformato Tarcisio in un amico per molti, in un fratello per alcuni. E allora adesso Tarcisio raccoglie, mette insieme centinaia di compagni di viaggio e amici che si trasformano a loro volta, con entusiasmo, in promotori dell'Admo; individui che come lui, come tutti noi, volenti o nolenti prendono consapevolezza solo tramite l'esperienza personale di certi aspetti scomodi della vita. Parte il passaparola, impetuoso. Tarcisio lo chiama "un contagio positivo" e nell'ultimo fine settimana si muove anche la Varese del basket, quella dei campioni che hanno fatto la storia recente di questo sport: Gianmarco Pozzecco, Andrea Meneghin scendono di nuovo in campo, questa volta con il ruolo di "donatori Admo" spinti dall'onda dell'informazione messa in moto da Tarcisio. Con loro tanti altri che non hanno e non avranno il nome in prima pagina. In questo caso sono proprio i numeri a fare la differenza, l'allargamento della base dei donatori significa più possibilità per chi è in attesa di un trapianto.

Dunque, per passare dalle parole ai fatti ecco i contatti utili per chi ha intenzione di iscriversi o vuole avere maggiori informazioni:
Admo di Gallarate, via Pastori 4 (0331751242), a Milano l'ospedale Sacco, via Grassi 74 (0239042293) e il San Raffaele (0226432195), a Monza l'ospedale San Gerardo (0392334293) e il "San Matteo" a Pavia (0382503586), l'ospedale "Macchi" di Varese (0332278240), il Centro Trasfusionale di Legnano (0331449202).

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