martedì 9 luglio 2013

martedì 9 luglio 2013, 18:00
Adesso che si è proceduto all'iscrizione della Junior Casale al campionato di Legadue Gold per la stagione 2013-2014, risultato per il quale in molti si sono prodigati, c'è un'altra corsa contro il tempo da percorrere: quella che porterà all'individuazione dello staff tecnico e alla formazione del roster che affronterà il prossimo campionato. Un passaggio altrettanto determinante e che rivelerà fino a dove, ora, si può spingere il club monferrino...

Al momento sotto contratto ci sono 3 giocatori: Simone Pierich, Matteo Malaventura e Niccolò Martinoni. Viste le intenzioni dichiarate dal club giusto tre settimane fa sarebbe strano se in questo periodo nessuno si fosse fatto avanti per cercare di accaparrarsi le giocate di cestisti esperti e in grado di far valere tutto il proprio talento. Le cronache odierne parlano di un interessamento di Barcellona Pozzo di Gotto per Malaventura e di Biella per Martinoni. Per quanto riguarda il capitolo coach, sono proprio di oggi le parole di Giulio Griccioli, nell'ultimo anno sulla panchina rossoblù: «Se arrivasse una chiamata da Casale io risponderei subito presente».
Il mercato, per i club italiani, sta entrando nel vivo proprio in questi giorni con conferme, annunci, desideri e appunti presi partecipando alla Summer League. È facile pensare che dal CdA di ieri sera siano venute fuori indicazioni e dettami per chi, in casa rossoblù, dovrà occuparsi della cosa dedicando giorni e notti alle trattative.

Ma quando si riuscirà ad avere un po' di tempo per riflettere crediamo valga la pena analizzare ciò che è successo a Casale e nel Monferrato nelle tre settimane che, a cavallo di giugno e luglio, hanno visto moltiplicarsi le iniziative per tenere in vita la Junior Casale ai massimi livelli della pallacanestro italiana.

Perché quello che è successo tra il 17 giugno (giorno della conferenza stampa durante la quale Giancarlo Cerutti ha annunciato la rinuncia alla Legadue Gold) e il 9 luglio (termine ultimo per l'iscrizione alla Legadue Gold) ha del clamoroso e merita una riflessione.

Lungo l'ultimo decennio in tanti sulle pagine dei giornali, con dichiarazioni ufficiali o nelle conversazioni cittadine hanno sottolineato la freddezza della piazza, la difficoltà nel riempire il palazzetto, la mancanza di sostegno soprattutto economico... Insomma: si descriveva sempre il bicchiere mezzo vuoto!
Dimenticandosi, il più delle volte, che fino ad una quindicina di anni fa i paganti per una partita della Junior erano meno di un centinaio. E che il basket a fine anni '90 era, probabilmente, il terzo sport cittadino dopo calcio e volley femminile. D'altra parte il club veniva da un ventennio trascorso tra serie C e D - con una permanenza anche in Promozione - e lontani erano i tempi in cui Motto e compagni avevano conquistato la Serie A (all'epoca seconda categoria dopo il Campionato Elette).

Far radicare una passione, o meglio, incrementare il numero degli appassionati è impresa tutt'altro che semplice. Di sforzi in questi anni ne sono stati fatti dando vita ad eventi, coinvolgendo le scuole, potenziando la comunicazione...

Ma forse è stato commesso anche qualche errore. Le 2500 firme raccolte e gli oltre 120000 € ottenuti dalle promesse di versamento hanno sorpreso tutti, probabilmente per due ragioni: nessuno si sarebbe aspettato un coinvolgimento così ampio e, tantomeno, un contributo in denaro così sostanzioso da una cittadina di neanche 36000 abitanti attraversata dalla crisi economica.

E, invece, orgoglio e passione hanno fatto la differenza. Orgoglio nell'appartenere ad una comunità che vede di giorno in giorno impoverirsi il suo tessuto economico e sociale con ovvie ricadute nei settori sanitari, culturali e sportivi... E passione verso due colori, il rosso e il blu, che in questi anni hanno regalato - tra gioie e dolori - straordinarie emozioni a tifosi, addetti ai lavori e simpatizzanti... Nasce da qui la volontà di non rassegnarsi e il tentativo di rendere possibile l'insperato.

Orgoglio e passione avrebbero certamente meritato in questi anni una maggiore attenzione; ora che si sono concretizzati in numeri e donazioni liberali si deve far di tutto perché non vadano dispersi. In fondo se la fiamma della Legadue si è riaccesa - e continuerà ad illuminare il PalaFerraris - gran parte del merito va anche a loro.

Le tre fotografie pubblicate in questo articolo sono state scattate da Enzo Conti.

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