Sono state molte e diverse le reazione che hanno fatto seguito alla conferenza stampa durante la quale Giancarlo Cerutti, Presidente Onorario della Junior Casale, dichiarava conclusa l'esperienza della pallacanestro monferrina ai massimi livelli nazionali. I più determinati e meno remissivi si sono dimostrati i tifosi rossoblù che non si rassegnano ad un ridimensionamento del progetto basket a Casale Monferrato.
Qualcuno dice che lo si sapeva prima o poi sarebbe finita così. Altri riavvolgono il nastro dei ricordi e ripassano una dopo l'altra le scene di un film che dalla C1 ha portato la Junior e Casale Monferrato ai vertici della pallacanestro italiana. Altri ancora chiedono spiegazioni, vogliono chiarimenti, dubitano della consistenza del progetto "accademia" giovanile.
Le emozioni - lo si capisce da post sui social network o dalle lettere ai giornali - in questa settimana si sono mescolate, quasi fossero state messe in un frullatore: riconoscenza, rabbia, delusione, tristezza, voglia di ricominciare, orgoglio... A mancare è, per fortuna, la rassegnazione.
I primi a mobilitarsi sono stati gli esponenti della tifoseria organizzata che, al di là del gruppo di appartenenza, hanno chiamato a raccolta gli appassionati rossoblù. La prima occasione è stata un incontro che si è volto presso il Palazzetto dello Sport mercoledì sera e che ha visto presenti un centinaio di persone.
«Non lasciamo morire il basket a Casale». Inizia così il comunicato diffuso nella giornata di ieri, non solo un semplice grido di allarme ma soprattutto un appello per cercare di evitare una fine amara.
«È l’ora della partita più difficile - proseguono i tifosi - quella senza domani e tutti insieme vogliamo capire se la Città vuole giocarla fino in fondo. Questa volta il timeout lo chiediamo tutti insieme, il momento è difficile, il cronometro dice che mancano pochi giri di lancette e qualcuno ha già l’asciugamano sul volto, ma se ci arrendiamo ora questi quattordici anni non ci hanno insegnato nulla, vogliamo giocare fino all’ultimo minuto, ricorrere al fallo sistematico e tentare il tiro dell’ultimo minuto, possiamo perdere, ma vogliamo farlo sul campo».
Via dunque ad una raccolta di firme promossa in tutta la città e sul territorio con la partecipazione a feste e sagre di paese. L'obiettivo è quello di «capire quanto Casale voglia rimanere nell'olimpo del basket italiano e ritenga che salvare una delle sue eccellenze possa aiutare il territorio a risollevarsi da questi anni difficili».
Dopo l'incontro con Cerutti e Martelli, i tifosi hanno in programma anche un faccia a faccia con l'Amministrazione Comunale di Casale Monferrato per condividere possibili inziative. «RiaccendiamolA!» è lo slogan dell'iniziativa degli appassionati rossbolù, che concludono: «Diamo una mano tutti per non spegnere il sogno!»
Le emozioni - lo si capisce da post sui social network o dalle lettere ai giornali - in questa settimana si sono mescolate, quasi fossero state messe in un frullatore: riconoscenza, rabbia, delusione, tristezza, voglia di ricominciare, orgoglio... A mancare è, per fortuna, la rassegnazione.
I primi a mobilitarsi sono stati gli esponenti della tifoseria organizzata che, al di là del gruppo di appartenenza, hanno chiamato a raccolta gli appassionati rossoblù. La prima occasione è stata un incontro che si è volto presso il Palazzetto dello Sport mercoledì sera e che ha visto presenti un centinaio di persone.
«Non lasciamo morire il basket a Casale». Inizia così il comunicato diffuso nella giornata di ieri, non solo un semplice grido di allarme ma soprattutto un appello per cercare di evitare una fine amara.
«È l’ora della partita più difficile - proseguono i tifosi - quella senza domani e tutti insieme vogliamo capire se la Città vuole giocarla fino in fondo. Questa volta il timeout lo chiediamo tutti insieme, il momento è difficile, il cronometro dice che mancano pochi giri di lancette e qualcuno ha già l’asciugamano sul volto, ma se ci arrendiamo ora questi quattordici anni non ci hanno insegnato nulla, vogliamo giocare fino all’ultimo minuto, ricorrere al fallo sistematico e tentare il tiro dell’ultimo minuto, possiamo perdere, ma vogliamo farlo sul campo».
Via dunque ad una raccolta di firme promossa in tutta la città e sul territorio con la partecipazione a feste e sagre di paese. L'obiettivo è quello di «capire quanto Casale voglia rimanere nell'olimpo del basket italiano e ritenga che salvare una delle sue eccellenze possa aiutare il territorio a risollevarsi da questi anni difficili».
Dopo l'incontro con Cerutti e Martelli, i tifosi hanno in programma anche un faccia a faccia con l'Amministrazione Comunale di Casale Monferrato per condividere possibili inziative. «RiaccendiamolA!» è lo slogan dell'iniziativa degli appassionati rossbolù, che concludono: «Diamo una mano tutti per non spegnere il sogno!»

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