giovedì 7 marzo 2013

giovedì 7 marzo 2013, 09:00
Nel corso di una partita di pallacanestro anche il tempo è un fattore da tenere in considerazione. Oggi con #lalavagnadelcoach iniziamo a scoprire alcuni numeri “magici” con cui ogni giocatore deve fare i conti per non incorrere in violazioni regolamentari.

Un giocatore non deve rimanere nell’area dei tre secondi avversaria per più di 3 secondi consecutivi, mentre la sua squadra ha il controllo di una palla viva nella zona di attacco ed il cronometro di gara è in movimento. Per essere considerato all’esterno dell’area dei tre secondi, il giocatore deve mettere entrambi i piedi all’esterno dell’area stessa.

Un giocatore marcato da vicino deve passare, tirare o palleggiare la palla entro 5 secondi. Per essere “marcato da vicino” un giocatore in possesso di una palla viva sul terreno di gioco deve trovarsi ostacolato da un avversario in posizione di difesa attiva ad una distanza non superiore ad un metro.

Una squadra deve far pervenire il pallone nella propria zona di attacco entro 8 secondi quando un suo giocatore acquisisce il controllo di una palla viva nella sua zona di difesa e qualora, su una rimessa da fuori campo, la palla tocca o è legalmente toccata da un qualsiasi giocatore nella zona di difesa e la squadra del giocatore che ha effettuato la rimessa rimane in controllo di palla nella propria zona di difesa. Il conteggio degli 8 secondi continua per il tempo residuo, nel caso in cui venga assegnata una rimessa in zona di difesa alla stessa squadra che aveva il controllo di palla, a seguito di una palla uscita fuori-campo, un infortunio di un giocatore della stessa squadra, una situazione di salto a due, un doppio fallo o una compensazione di sanzioni uguali a carico di entrambe le squadre.
Per essere considerato nella zona d’attacco di una squadra il pallone deve:
  • se non controllato, toccare la zona d’attacco;
  • essere toccato da un attaccante che ha entrambi i piedi a contatto col propria zona d’attacco;
  • toccare un difensore che ha parte del suo corpo a contatto con la propria zona di difesa;
  • toccare un arbitro che ha parte del suo corpo a contatto con la zona d’attacco della squadra in controllo di palla
Affinché il pallone venga considerato nella zona d’attacco durante un palleggio dalla zona di difesa alla zona d’attacco, la palla ed entrambi i piedi del palleggiatore devono venire a contatto con la zona d’attacco.

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