giovedì 18 marzo 2010

giovedì 18 marzo 2010, 18:18
IL PERSONAGGIO
Il miracolo Casale è firmato Fantoni
Dopo un avvio deludente la Fastweb è quarta e ha steso Sassari grazie a 17 punti del centro in odore d’azzurro

QUATTRO mesi fa la Fa­steweb Casale era piomba­ta in una crisi da cui sem­brava difficile potesse ri­sollevarsi. A novembre a Sassari, infatti, aveva per­so con ventidue punti di scarto e soprattutto era ri­masta in balia degli avver­sari incapace di reagire. Da quel tempo sembra passato un secolo perché quella Fastweb non c’è più. Al suo posto ce n’è un’altra fatta di personalità e qua­lità che ha risalito la china tanto da raggiungere il quarto posto in graduato­ria e riuscire, domenica scorsa, ad annullare la ca­polista Banco di Sardegna.
PROTAGONISTA I meri­ti di questa trasformazio­ne sono di un gruppo inte­ro che è stato capace di tro­vare la forza per reagire e unirsi in un momento deli­cato. Il simbolo di questa rinascita è Tommaso Fan­toni,
25 anni compiuti giu­sto una settimana fa, che nelle ultime due giornate è stato il migliore italiano della LegAdue. Prestazio­ni che hanno permesso ai piemontesi di passare a Rimini e battere il tempo a Sassari. In entrambi i casi Fantoni ha messo a refer­to due doppie-doppie di pregevole fattura, Con i ro­magnoli ha realizzato 25 punti e arpionato 15 rim­balzi, con i sardi rispetti­vamente 17 e 11. «Non me l’aspettavo d’avere un im­patto così positivo - affer­ma modesto il centro della Fastweb -. Di sicuro c’è che lavoriamo tanto con un ot­timo staff tecnico. I risul­tati che stiamo ottenendo sono lo specchio di quanto facciamo in palestra. Sono felice di riuscire a tenere testa agli americani. Per quanto sto facendo devo dire grazie ad allenatore e compagni, ho la loro piena fiducia e per questo posso giocare e osare senza ave­re la paura di sbagliare. La nostra stagione è svoltata dopo quella partita di Sas­sari. La società ha scelto di non continuare con Ghiac­ci e Hall, decidendo di affi­darsi a Levin e Rossetti.
Sono cambiati gli uomini, vero. Ma soprattutto sia­mo cambiati noi dentro. Magari ora abbiamo meno talento, ma siamo guidati da una volontà incredibi­le ».
L’AZZURRO Dopo i disa­stri di quest’estate l’Italia del basket deve ripartire necessariamente da capo con coach Simone Piani­giani.
Chissà che a forza di prestazioni eccellenti un posto non possa anche gio­carselo Fantoni? «Chi non vorrebbe giocare in nazio­nale? Lavoro per miglio­rarmi costantemente e per poter arrivare sempre più in alto. La visibilità della LegAdue non è il massi­mo, ovvio che se sei in Se­rie A hai più possibilità di metterti in mostra. Io co­munque mi sento pronto ma è chiaro che adesso bi­sogna lasciare spazio ai migliori dell’universo per­ché l’Italia deve riappro­priarsi del suo ruolo. Quin­di spero tanto che Bargna­ni, Belinelli e Gallinari sentano loro la causa e la sostengano».

GIOVANNI TEPPA

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