giovedì 6 novembre 2008

giovedì 6 novembre 2008, 23:21
Barack Obama ha vinto le elezioni e sarà da gennaio il nuovo presidente degli Stati Uniti. Un evento storico per il primo afroamericano alla Casa Bianca.

Il quarantasettenne senatore democratico dell'Illinois è un grande appassionato di basket, e dopo aver votato ha atteso i risultati della notte elettorale giocando a basket a Chicago, scaricando così la tensione. Obama ama il basket e il basket lo rende più vicino alla gente. Una passione nata alla Punahou High School alle Hawaii; aveva il soprannome di 'Barry O'Bomber' per il suo grande tiro in sospensione e vincente qual è, già portava il numero 23. Nel ‘79 il futuro presidente diventò anche campione statale con il suo Liceo e grazie al basket conobbe anche sua moglie Michelle, sorella di Craig Robertson, star di Princeton da giocatore e ora coach in NCAA con Brown University.

Navigando su internet si scopre che molti personaggi dell’NBA si sono schierati al suo fianco: LeBron James dei Cleveland Cavaliers ha infatti donato 20.000 dollari a supporto della campagna elettorale del neopresidente, Kevin Garnett (Boston Celtics) e Tracy McGrady (Houston Rockets), hanno giocato con lo slogan «I love this country» sulle scarpe. Poi al suo fianco quasi l’intero panorama cestistico da Charles Barkley a Kareem Abdul Jabbar, da Shaq O’Neal a Bill Bradley che prima di lui era stato candidato alla Casa Bianca (nel 2000) con un passato nei New York Knicks (e nella Simmenthal Milano)…

L’assistente personale di Obama è Reggie Love, vincitore di un titolo NCAA con Duke University e considerando che qualche settimana fa ha dichiarato: «Non riesco ad immaginare qualcosa di più divertente del basket» è indiscutibile che spesso lo vedremo o in un palazzetto o con la palla a spicchi in mano.

In chiusura un’altra notizia: Kevin Johnson, ex playmaker dei Phoenix Suns, oggi quarantaduenne, è divenuto il primo sindaco di colore di Sacramento, capitale della California. Il candidato democratico ha spiegato: «Come Obama, la mia campagna elettorale (giudicata tra le più costose di sempre per un candidato sindaco) è stata improntata sulla necessità di cambiare».

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