domenica 30 marzo 2008

domenica 30 marzo 2008, 13:20
Nel quarto di questi quattro post sul convegno sul basket profesisonistico ieri oggi e domani cercherò di sintetizzare gli argomenti più importanti tra quelli trattati. Il riuscitissimo convegno è stato voluto dal presidente della Junior Giancarlo Cerutti a celebrazione dei 50 anni della società casalese.
Ha coordinato il dibattito il direttore di Superbasket Franco Montorro che ha indirizzato le domande agli ospiti presenti premettendo i complimenti alla Junior per la scelta di trovarsi nella storica palestra Leardi, ove è nato il basket casalese.
Il primo a parlare è stato il presidente della federazione Fausto Maifredi che sul basket oggi ha sottolineato che purtroppo di Gallinari in Italia oggi ce n'è uno solo; si è soffermato sul fatto che mancando la qualificazione alle olimpiadi, contestualmente alla fase finale il 20 agosto proissimo saremo non in campo a Pechino ma contro la Serbia per le qualificazioni europee...(vedi video nel post n.1). Ha dato colpa alle norme europee per una norma che piace a pochi e che favorisce gli italiani di formazione piuttosto che gli "italiani italiani". "Purtroppo - ha concluso - aumenta la quantità dei tesserati, e non la qualità dei nostri giocatori, anche per il limitato spazio che hanno nel nostro campionato maggiore". Imbeccato da Montorro sulla quantità degli stranieri giovani, tesserati dalle società italiane, ha detto che bisogna tenere conto del cambiamento dell'interà società ove ormai il 7-8% della popolazione è straniero.
Il presidente della Lega A Francesco Corrado si è dato come obiettivo il 2012 per avere nuovi talenti italiani e ha detto che ogni anno per i giovani vengono investiti male dalle nostre società anche 8-10 milioni di euro... e in chiusura ha posto la domanda "come si fa ad innamorarsi di una squadra se ogni giorno cambiano i giocatori?"
Danilo Gallinari ha proseguito il discorso di Corrado sottolineando proprio la difficoltà a giocare in una squadra dove quotidianamente ci sono novità. Parlando di sè ha detto che (senza fantasia) il giocatore che lo ha segnato è stato Michael Jordan, che lui gioca per vincere più che per partecipare..., che bisogna lavorare sodo con costanza negli allenamenti per arrivare, dando più peso alla testa che al talento dei giocatori. Ha chiuso il discorso proponendosi di vincere almeno tanto quanto papà Vittorio. Precedentemente in conferenza stampa aveva detto che tra un mese e mezzo deciderà il suo futuro. (vedi video post 2).
Nel presentare il Presidente di Legadue Valentino Renzi, Montorro ha detto che "i migliori sono sempre quelli che se ne vanno" sottolineando il fatto che i migliori giocatori di Legadue presto salgono di categoria. Renzi ha ribadito i dati relativi all'incremento di pubblico "da quando sette anni fa è nata Legadue - ha detto - da una media di 1200 spettatori a gara si è passati, in costante crescita ai 2200 di quest'anno riuscendo a superare anche le medie di quando hanno giocato in Legadue Virtus Bologna e Scavolini Pesaro". Ha poi dato un contributo sulla formazione cestistica chiedendo al consiglio federale di tornare sulla decisione degli italiani di foremazione chiedendo chi verrà inserito negli a venire nelle liste dei giocatori di foirmazione italiana possa giocare esclusivamente nella Nazionale Italiana. E Maifredi su questo importante tema si è detto d'accordo.
Ciliegina sulla torta finale Dan Peterson. Il coach che aveva ricordato in precedenza alla stampa i suoi trascorsi con Casale e sull'importanza della memoria storica (vedi video post 2) ha sottolineato alla federazione l'esempio della Russia che domina le competizioni europee sia per nazionale che a livello di club. Lì bisogna avere in campo, in campionato, sempre in quintetto almeno due russi. Quindi non bastano due russi per fare la formazione ma molti di più, e di livello. Lì sta la soluzione secondo Dan. E non si può che condividere. Poi senza voler dare consigli a Vittorio e Danilo Gallinari ha ricordato che i grandi europei dell'Nba sono arrivati negli States trentenni o quasi (vedi video post 1) e forse Bellinelli e Bargnani avrebbero potuto fare maggiori esperienze in Italia e in Europa prima del grande salto.
La serata si è chiusa con la premiazione di dirigenti, allenatori e giocatori casalesi di questi 50 anni di Junior.

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